Personalmente non mi fiderei di un uomo col cappello che si aggira barcollando tra le vie della propria città
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venerdì, febbraio 01, 2013

Spoiler "La Società Dell'Inadeguato a Dio"

SPOILER CAPITOLO INTERNO DI " LA SOCIETÀ DELL'INADEGUATO A DIO" - L.O.Kop



Mi dico che è il momento giusto e devo sbrigarmi.
Certo, sarebbe più facile se ci fosse un foglio di carta: prenderei la penna e le parole non rimarrebbero incastrate in una vena del cervello o nella gola; scenderebbero fino alla mano, sporcherebbero il foglio, ci resterebbero attaccate con tutto quello che si portano dietro.
E’ il potere della pagina bianca, credo.
Ti risucchia e ti libera: è la tua possibilità di buttarti da un’altra parte.
“Allora?” 
É il mio editore. Si accendendosi una sigaretta. Una densa nuvola di fumo avvolge i nostri volti mentre i miei occhi puntano i suoi; poi le sue rughe sulla fronte. La pelle suda. Unta per la calura che in questi giorni avvolge la città. Una città che boccheggia giorno dopo giorno come un pesce. Fuor d’acqua. 
Noi stessi, cittadini del nulla cosmico aspettiamo la nostra fine sull’enorme griglia del barbecue urbano.
“Posso?”  
Indico il pacchetto di sigarette. Altra nuvola di fumo.
“Ho delle buone idee” 

mercoledì, dicembre 26, 2012

LaMarina


Oggi ho conosciuto “La Marina” o meglio LaMarina, tutto attaccato e tutto d’un fiato. La Marina l’ho conosciuta alla fine di questo 2012, anno tutto incasinato, e me ne sono innamorato. La sua faccia ha l’espressione di chi nella vita non ha avuto nulla, nemmeno un po’ di riconoscimento, che probabilmente nemmeno cercava. LaMarina ha gli occhi di chi sa chi è, lucidi di malinconia per non essere libera ovunque. LaMarina l’ho conosciuta ventiquattro anni dopo la sua morte. Per me non è stata nessuno fino a quando su di una rivista locale ne hanno omaggiato il ricordo. Quanto era bella LaMarina? Alta, magra, con le gonne lunghe e le gambe slanciate, il sorriso in volto e una carrozzina con le sue bambole e i suoi animali. 

martedì, dicembre 04, 2012

Polpetta


Sulla carta risulta tutto molto più semplice.
Ero deciso. Ero fermamente convinto e le parole che ho usato per scrivere quelle lettere sono state pesate al carattere. Non credo che chi di dovere le abbia ancora lette, ma se così fosse il tempo che mi rimane è veramente poco. 
La decisione l’ho presa già mesi fa quando il peso delle mie azioni ha definitivamente schiacciato le mie ossa. Da quel momento mi sono trascinato giorno dopo giorno lungo le vie della mia città, tra la gente del mio paese, nella natura del mio mondo come melma viscida e putrefatta.
Sento di doverlo fare, che è la sola cosa che possa fare per mettere fine a questo scempio. Una sconfitta va ammessa, di una disfatta se ne deve prendere atto.

lunedì, febbraio 14, 2011

Adagio, uno spettacolo istruttivo. Durata 117'

         


Adagio, uno spettacolo istruttivo. Durata 117’
“ Mi hanno sempre detto che qualsiasi cosa si faccia a contatto con un pubblico, sia esso formato da un singolo individuo o da una massa più o meno numerosa di persone, è buona norma presentarsi e presentare ciò che si andrà a fare:

domenica, novembre 21, 2010

18 Novembre

Il mio calendario mente.
Facile per lui, lì, appeso alla parete, con la sola fatica di indicare, e nemmeno a voce, in quale giorno della vita poggio piede. 18 novembre. Mi sorride con quell’aria saccente che solo un calendario può avere, sicuro di non sbagliare mai. Quanta arroganza e sprezzo della condizione umana. 
“Siamo uomini! - ... - “Noi siamo uomini” Ogni tanto glielo grido. Lui, imperterrito e inamovibile, nemmeno si degna di fare spallucce. Non si abbassa a tanto. Guarda dritto davanti a sé con la sicurezza e la fermezza che solo il tempo gli può dare. Per ora.
Io, però, so. Sono a conoscenza della vecchiaia del tempo, del suo veloce e inarrestabile moto. Sono destinato a sopravvivere al mio calendario. 
Ancora un mese e qualche settimana, poi morirà. Io no, forse. 

venerdì, novembre 13, 2009

ToF/VoF

Non avevo mai avuto le allucinazioni prima di oggi e ho paura. Ho paura che tutto possa improvvisamente diventare una fantasia del mio cervello.
Le mie prime allucinazioni.
Fino a quel momento ho sempre pensato che averle sarebbe stata la mia fortuna, il mio biglietto d'ingresso per l'olimpo degli scrittori. Ora non ho nemmeno la forza di scrivere ciò che ho visto. Quelle immagini raccapriccianti, le grida, le risa, le ombre e le voci. Ho paura. La febbre saliva e sudavo freddo comllòòàùù

àsòààls jkas aa



"Diario di un allucinato"

domenica, agosto 02, 2009

Inalazioni

Orde di persone inferocite, stanche e spossate annusano odori ascellari altrui quotidianamente.

mercoledì, luglio 15, 2009

Stasi

"Posso?"
"Prego."
"Posso?"
"Entri entri."
"Posso?"
"Faccia pure."
"Posso?"
"Certamente."
"Posso?"
"Certo, venga di qua."
"Posso?"
"No."
"Peccato. Arrivederci."
"Buona giornata."

martedì, maggio 26, 2009

StIP35 Pillole di umana storia

Scrivo per raccontare le storie di un uomo per me speciale che scrisse in tempi andati di un passato a lui remoto. Narrava le vicende di un piccolo villaggio ai piedi di un monte ove di tanto in tanto i saggi si riunivano per raccontare ai giovani le storie del passato e questi, per beffeggiare gli anziani e le loro favole, fantasticavano di tempi futuri dove uomini scriveranno di altri uomini intenti a raccontare storie con vicende inventate su ipotetici futuri.